L’esercizio della virtú guarisce le ferite

 

Scrive Santa Teresa d’Avila:

« (…) Umiltà, ripeto. Essa è l’unguento di ogni ferita, e se ne fossimo ben fornite, Dio, che è il chirurgo, non tarderebbe molto a guarirci.   [Castello Interiore – Terze Mansioni – cap 2]

 

Le ferite dell’anima sono procurate dalla mancanza d’amore nelle sue più svariate forme.

Dio, per guarirle, non evita all’anima nuove esperienze di mancanza di amore, al contrario, Dio lascia che l’anima di nuovo sia immersa in queste mancanze affinchè essa ne esca vincitrice praticando la virtù.

« (…) Ma se l’uomo non mette egli stesso il coltello della sua volontà nelle mani del demonio, non acconsentendo alle sue molestie e tentazioni, mai egli sarà ferito dalla colpa peccaminosa. Anzi, egli fortificherà la volontà, se aprirà l’occhio dell’intelletto sino a vedere la mia carità, la quale permette che siate tentati unicamente per farvi giungere alla virtù e per darne prova.   [Santa Caterina da Siena – Il Dialogo della Divina Provvidenza – cap.43 )

Quando ci si aspetta un’attenzione, una premura, un riconoscimento, una stima, un dono, una qualsiasi altra cosa o espressione di amore, e questi non ci vengono dati, la nostra anima subito viene aggredita dallo Spirito di Pretesa; ma essa deve rigettarlo risolutamente e volgere il pensiero a tutto ciò che è virtù.

Come dice San Paolo:

«In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.» [Fil. 4,8]

Il combattimento consiste nel rispondere, nei confronti di chi ci ferisce, con pensieri, parole, atteggiamenti, atti, di Pazienza, Perdono, Compassione, Misericordia, Carità, Mitezza, Fede …

Vigiliamo, quindi, con grande attenzione alle porte della nostra anima per non concedere a nessun spirito, che non sia lo Spirito Santo, di entrare ed albergare in essa.

«Sii un portiere del tuo cuore e non lasciar entrare alcun pensiero senza interrogarlo. Interroga ogni singolo pensiero e digli: “Sei uno dei nostri o uno dei nostri avversari?” E se egli è uno di casa, ti colmerà di pace. Se invece è del nemico, ti confonderà con l’ira o ti ecciterà con un desiderio. Di questo tipo infatti sono i pensieri dei demoni.» [Evagrio Pontico – Contro i pensieri malvagi. Antirrhetikos, ed. Qiqajon, Magnano 2005, p. 38].