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La seconda lezione dell’undicesima stella è sostanzialmente un commento del “Padre Nostro”. A chi è iscritto alla scuola si raccomanda vivamente di leggerla senza fretta, eventualmente anche più volte, cercando di assimilarne tutto il contenuto. Si tratta di una meditazione scritta qualche anno fa la vigilia di Natale, in attesa della messa di mezzanotte. L’occasione era stata offerta da un avvenimento particolare. La versione originale – che è stata poi ampliata e ritoccata per adattarla alla scuola online – si può trovare tramite il link seguente (1), e perciò può essere letta anche da chi non è iscritto alla scuola – e ovviamente si raccomanda ugualmente la stessa lettura attenta e meditata:

(1)

            L’ampliamento più importante apportato alla versione originale consiste in una introduzione, nella quale si riporta l’episodio, narrato nel Vangelo di Luca, dello smarrimento e del ritrovamento di Gesù dodicenne nel tempio di Gerusalemme.

«I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2, 41-51).

 

La meditazione di questa pagina del Vangelo mi ha suggerito che Gesù, con la sua risposta: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» alla materna rimostranza di Maria, non intendeva dire, come potrebbe sembrare a prima vista, che nel suo animo egli si sentiva sostanzialmente abitante del cielo ed estraneo alla vita della terra. Al contrario, il vero senso delle sue parole deve essere compreso alla luce del misterioso progetto, stabilito dal Padre da tutta l’eternità, di estendere, per mezzo del Figlio, la sua paternità a tutto il genere umano. Mentre, dunque, Maria, ancora non pienamente illuminata, pensa soltanto al vincolo di maternità che la lega a Gesù, questi, attraverso la dolorosa prova dello smarrimento nel tempio – che anticipa la partecipazione di Maria alla passione del suo figlio – vuole condurla ad estendere la sua maternità a tutti gli uomini, perché ella possa partecipare, così, al misericordioso progetto del Padre. Questo grande mistero proietta una luce meravigliosa e insondabile su ogni umana paternità e maternità. Maria, da parte sua, dovrà «serbare tutte queste cose meditandole nel suo cuore» per lunghi anni per poterle infine comprendere.

Questa interpretazione del brano del vangelo di Luca sopra riportato mi ha ispirato la composizione di una sacra rappresentazione che è stata eseguita recentemente nella chiesa dell’Abbazia di Farfa e che si può vedere tramite il link seguente (2):

        (2)

        In conformità all’interpretazione adottata, le parole evangeliche relative alle “cose del Padre mio” sono state parafrasate con l’espressione: “Nei pensieri del Padre mio”.

Si consiglia vivamente, prima dell’ascolto della sacra rappresentazione, di leggere attentamente il libretto, sia perché occorre comprendere bene i pensieri in esso espressi, sia perché nell’ascolto le parole non sempre risultano chiare – e in un punto il bambino che interpreta Gesù dodicenne non ha cantato il testo in modo corretto.

Questo è il link per leggere il libretto:

 

https://massimolapponi.wordpress.com/nei-pensieri-del-padre-mio-sacra-rappresentazione-di-don-massimo-lapponi/

 

Alla prossima Conversazione!

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