Diciottesima conversazione

«Cantate al Signore un canto nuovo» (Sal 95, 1)

di Don Massimo Lapponi O.S.B.

 

Abbiamo concluso la precedente conversazione sottolineando l’importanza di «una preghiera liturgica familiare, fatta in orari definiti, che si imprima nell’animo del bambino per la bellezza degli arredi, dell’espressione poetica delle preghiere, dell’iconografia, del canto.

«Tutto questo richiede lavoro, certamente. Ma sarà un lavoro ricompensato ad usura, anche se per esso bisogna sacrificare il tempo dedicato ad una professione, più o meno dignitosa, fuori casa».

Vorrei ora soffermarmi su uno degli aspetti principali della preghiera liturgica sopra richiamati: il canto. Che esso sia fondamentale lo dice chiaramente anche San Paolo:

«Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo» (Ef 5, 18-20).

E, del resto, questo è un pensiero che ricorre continuamente nei salmi – e infatti la parola “salmo” indica lo strumento a corde con cui si accompagnava il canto. Leggiamo, ad esempio:

«È bello dar lode al Signore

e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore,

la tua fedeltà lungo la notte,

sull’arpa a dieci corde e sulla lira,

con canti sulla cetra».

(Sal 91, 2-4)

 

E un altro salmo dice:

«Cantate al Signore un canto nuovo,

suonate la cetra con arte e acclamate».

(Sal 32, 3)

 

«Con arte»! Dunque la lode di Dio va eseguita bene! Non è scritto da nessuna parte che il Signore si accontenta di un canto stonato e mal fatto! Ad ogni modo, se anche il Signore si accontentasse, non si accontentano gli uomini! Se un indifferente entra in una chiesa e sente quattro vecchiette che massacrano un canto popolare gracchiando nel modo più sgradevole, anche se il Signore sorride con indulgenza, l’indifferente scapperà dalla chiesa pensando: “Se questa è la religione, meglio stare alla larga!” Se, al contrario, egli si trova in presenza di un coro bene addestrato che canta magistralmente la Messa di Papa Marcello di Palestrina, certamente penserà: “Forse devo rivedere un po’ i miei giudizi sulla religione!”

[Tanto per averne un’idea visitate il seguente link]

Analogamente, un canto bene scelto e bene eseguito si imprimerà per tutta la vita nell’animo del bambino, mentre un canto scadente gli lascerà un’impressione sgradevole, e forse un giorno penserà: “Nonostante quel canto, sono rimasto cristiano!”

Se, dunque, vogliamo prendere sul serio le esortazioni che ci vengono dal Nuovo e dall’Antico Testamento, dobbiamo rivedere un po’ le nostre abitudini familiari.

Come dicevo nella conversazione precedente, «tutto questo richiede lavoro», e un grande lavoro! E certamente molte mamme e molti papà diranno: “Ma io ho già il mio lavoro! Dove lo trovo il tempo per dedicarmi alla musica e al canto?”

E qui vorrei chiedere, specialmente – se le femministe me lo consentono – alle mamme: “e quale è questo lavoro che vi sta tanto a cuore?” Permettetemi di immaginare qualche risposta: “Io faccio la cassiera in un supermercato”, “Io sono segretaria in uno studio legale”, “Io lavoro nella mensa comunale”…

Veramente lavori molto poetici e gratificanti! Se qualcuna risponde che lei fa l’insegnante, e che è certamente gratificante collaborare alla sana crescita dei bambini, non potrei non darle ragione. Ma aggiungerei: e non sarebbe più gratificante collaborare alla sana crescita dei tuoi figli? Se tu sai bene quale impegno richiede, nella scuola, l’educazione dei piccoli, non credi che lo stesso impegno sia richiesto anche in casa?

Ma servono i soldi dello stipendio! Certamente, spesso è così. Ma teniamo conto di un calcolo economico molto elementare. Per curare i bambini e tenerli occupati in assenza dei genitori, bisognerà pagare qualcuno, ovvero pagare per le varie attività in cui saranno impegnati durante il giorno. Dunque conviene? E, ammettiamo che convenga, c’è un’altra circostanza da considerare. Una volta un semplice operaio di un paese della Sabina mi accompagnava con la sua automobile. Durante il viaggio mi disse: “In casa lavoro solo io. Ho detto a mia moglie: tu stai con i figli, perché ho visto bene come crescono i bambini che rimangono senza la presenza della madre!” Ora, se l’operaio aveva visto bene, c’è da chiedersi: tutti gli stipendi guadagnati con un lavoro fuori casa, non bisognerà poi ripagarli ad usura allo psicologo, necessario per un bambino mal cresciuto?

A me sembra, dunque, che, se non si può fare altrimenti, bisogna cercare una via di mezzo, cioè trovare un lavoro che non impegni eccessivamente e che permetta di dedicarsi in modo efficace al compito, infinitamente più poetico e gratificante che non il lavoro salariato, dell’educazione dei propri figli – ed eventualmente anche quelli di altre famiglie amiche.

E cosa di più poetico e gratificante della musica e del canto? Ma ovviamente della musica e del canto realmente belli e bene eseguiti!

Nessuno potrebbe negare l’importanza incalcolabile della musica per la formazione dei sentimenti umani, anche a livello inconscio. Ma, purtroppo, come vi è una musica che eleva a Dio, così vi è una musica che avvicina al diavolo, e sappiamo che quest’ultima è oggi la più diffusa tra i giovani, che spesso essa si associa con droga e sesso e penetra dovunque grazie ai moderni strumenti elettronici.

Per poter contrastare un’influenza così deleteria, non basta tenerne lontani i figli, per quanto possibile: bisogna offrire ad essi l’alternativa di una musica ben diversa, che accende nell’animo i sentimenti umani e religiosi più elevati ed esaltanti. Di questa musica abbiamo un patrimonio immenso, e sarebbe una grave colpa di omissione trascurare di farla conoscere ai nostri figli, tanto più che oggi proprio i più moderni strumenti elettronici, paradossalmente, la mettono a nostra disposizione in una misura mai vista né sognata in passato.

Ma come approfittare di questa preziosa occasione senza avere un’adeguata formazione musicale? Dobbiamo, dunque, concludere necessariamente che è sacro dovere dei genitori di oggi, per poter educare in modo sano i propri figli, acquisire una buona formazione musicale. Per questo la nostra scuola online mette a loro disposizione, nell’ottava stella, tutte le istruzioni necessarie.

Per quanto riguarda, poi, il canto sacro, necessario per una bella preghiera liturgica familiare, sarà necessario fare alcune considerazioni sull’attuale situazione. Ma le rimandiamo alla prossima conversazione.