Dodicesima conversazione

di Don Massimo Lapponi OSB

La casa fondata sulla roccia

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             Nella precedente conversazione si è mostrata la necessità di operare in modo che nel bambino si sviluppino precocemente le emozioni, le intuizioni e i sentimenti che favoriscano l’interiorizzazione del senso poetico e religioso della vita, e in particolare degli aspetti superiori e spirituali della vita amorosa.

            Sappiamo bene che a questo programma si oppone un temibile avversario: l’enorme e onnipervasiva diffusione del mondo virtuale con il suo incalcolabile carico di contenuti pornografici. Il pericolo costituito da questo avversario è così grande che in America è sorta un’associazione – chiamata “Enough is enough” (potremmo tradurre: “Il troppo è troppo”) – che si batte perché tutti i gestori del mondo virtuale, con l’appoggio delle stesse autorità politiche, procedano ad una drastica autoregolamentazione, limitando la diffusione dei siti pornografici e fornendo strumenti per impedirne l’accesso ai minori.

            La stessa associazione ha promosso studi scientifici sui gravissimi e irreversibili danni cerebrali causati nei piccoli dall’esposizione alla pornografia. Uno degli studi più approfonditi è ora disponibile in rete anche in italiano, tramite il seguente link:

 http://weblogrs.com/post.php?298=7409

                 Bisogna certamente apprezzare altamente l’opera dell’associazione americana e approfittare di tutti i suggerimenti e strumenti che essa mette a disposizione. Ma si otterranno maggiori risultati se gli aiuti che essa fornisce verranno inseriti in un programma globale di organizzazione della vita familiare.

            Vi è, intanto, un fatto fondamentale da sottolineare: se è vero, come dimostra lo studio di cui si è fornito il link, che l’esposizione alla pornografia, specialmente negli anni dello sviluppo dell’organismo, e in particolare dell’apparato neurale del bambino, provoca il formarsi di tracce cerebrali irreversibili, che condizioneranno negativamente tutto il suo futuro modo di sentire e di operare, è altrettanto vero che, in modo analogo, la sperimentazione da parte del bambino di alte emozioni estetiche, morali e religiose provocherà il formarsi di tracce cerebrali di segno opposto, le quali lo disporranno, per tutta la vita, ad emozioni ed a comportamenti corrispondenti.

            Potrebbe, anzi, accadere che i due diversi tracciati si sviluppino parallelamente e che il secondo possa servire da antidoto interiorizzato al primo. Ma certamente ciò a cui bisogna mirare è che l’esposizione alla pornografia sia totalmente eliminata, mentre, al contrario, la fruizione di contenuti estetici moralmente e religiosamente positivi, specialmente relativi ad una sana vita amorosa, siano sviluppati nella più larga misura possibile.

            Ciò richiede per prima cosa una severa sorveglianza per un retto uso dei moderni strumenti elettronici. Purtroppo su questo argomento l’ausilio della scienza si dimostra, fino ad oggi, molto manchevole. Eppure le attuali conoscenze neurologiche potrebbero fornire direttive molto chiare e precise sul modo più corretto di avvicinare gradualmente il bambino all’elettronica e al mondo virtuale. Lo stesso buon senso suggerisce che un approccio precoce agli strumenti elettronici non può non creare gravi disordini durante lo sviluppo organico e neurale del bambino e che, perciò, bisogna sapientemente ritardare il tempo del loro uso. Prima che l’universo virtuale, che per sua natura non possiede i principali caratteri del mondo reale, possa essere compreso nel suo proprio ruolo secondario, è assolutamente necessario che il bambino acquisisca una compenetrazione con la realtà naturale e umana vivente e, attraverso un contatto non mediato con essa, interiorizzi un senso concreto e sano del mondo che lo circonda.

            L’ausilio dei mezzi elettronici, che a suo tempo e modo sarà certamente prezioso, dovrà intervenire in un secondo momento, e dovrà, ad ogni modo, essere graduale e moderato.

            Questo principio vale indipendentemente dalla qualità dei contenuti trasmessi. Ma è ovvio che la situazione peggiora immensamente se al disordine causato dal virtuale precoce si aggiunge il contenuto pornografico. Allora, infatti, il danno al cervello sarà moltiplicato all’ennesima potenza.

            Dobbiamo, perciò, seguire due direttive rigorose: 1. ritardare l’uso dei mezzi elettronici fino ai tempi che le scienze neurologiche indicheranno come più adatti e procedere ad un approccio graduale e sapientemente regolato 2. favorire e promuovere, nel bambino, esperienze, emozioni e conoscenze che creino e rafforzino intuizioni e convinzioni sane nell’ambito estetico, morale e religioso, in particolare per quanto riguarda la vita amorosa – e ovviamente proteggerli da ogni esperienza di siti pornografici, violenti e malsani.

            Ma è di fondamentale importanza che questi principi non rimangano enunciazioni teoriche, bensì diventino strategie operative nell’organizzazione della vita familiare. In che modo?

            Credo che possiamo partire dall’immagine evangelica della casa costruita sulla roccia. Detta immagine non dovrebbe essere presa in senso esclusivamente metaforico: una casa reale, una dimora, ha bisogno non soltanto di fondamenta fisiche nel sottosuolo, ma anche di fondamenta sperimentabili nella vita quotidiana che in essa si vive. Proprio i due principi che abbiamo sopra esposto rischiano di diventare fondamenta di sabbia se non trovano una realizzazione nell’organizzazione (architettura) dello spazio e del tempo della vita familiare.

            San Benedetto è il patrono degli architetti perché ha “architettato” sapientemente lo spazio e il tempo della vita quotidiana di una comunità, e così ha reso realizzabile concretamente, nella vita di tutti i giorni, l’ideale della vita cristiana. Se, dunque, vogliamo che i piccoli siano preservati dall’invasione indiscreta del mondo virtuale elettronico, e specialmente dei suoi contenuti pornografici o malsani, dobbiamo trovare il posto adatto, nella disposizione della casa, per i relativi strumenti, in modo che ad essi non si possa accedere senza un ordine stabilito. E, analogamente, dobbiamo programmare sapientemente i tempi della giornata, in modo che i piccoli abbiano l’agio di fare le esperienze più formative per loro senza disordini e impedimenti.

            Teniamo anche presente che esistono veicoli di trasmissione di conoscenze e di esperienze fortemente positive e arricchenti per la vita infantile, quali sarebbero immagini, libri, audizioni, melodie, più tardi filmati di vario genere etc. Ma tutte queste cose devono avere il loro posto e il loro tempo per poter essere efficacemente presenti nella vita dei piccoli. Deve esserci, perciò, una decorazione sapientemente disposta nell’abitazione, una biblioteca ben curata, una collezione scelta di cd e di dvd etc. Tutto questo deve avere una collocazione visibile, che imprima negli animi la sicurezza di trovare ogni cosa al suo posto nel tempo dovuto.

            Infine, dopo aver sottolineato i pericoli dell’elettronica, devo qui invece spezzare una lancia a loro favore. Per questo non posso fare nulla di meglio che rinviare ad un articolo scritto su questo argomento, pubblicato non molto tempo fa. Questo è il relativo link:

            http://www.annalisacolzi.it/come-i-media-potrebbero-salvare-la-societa/

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