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XI CONVERSAZIONE

La religione vita dell’anima e la pedagogia sessuale

di Don Massimo Lapponi OSB

Richiamandomi a quanto ho detto nella conversazione precedente, ripeto che il Förster – a cui faccio ampiamente riferimento nella quarta lezione – non cessa di denunciare il moderno errore di voler risolvere l’educazione sessuale con la sola istruzione intellettuale e scientifica sulle orme igieniche da seguire, nella condotta sessuale, per evitare i pericoli e su vaghi e astratti principi di responsabilità sociale.

Chi è interessato può leggere un intero capitolo del Föster su questo punto fondamentale tramite il seguente link:

https://massimolapponi.wordpress.com/dellesagerata-importanza-attribuita-allistruzione-sessuale/

È importante osservare che, nonostante il suo appello all’autodisciplina, il Förster non intende affatto mortificare la vita amorosa dell’uomo. Al contrario, egli mostra che è proprio la moderna mancanza di seri principi in questo campo a mortificare le forze migliori dell’animo umano, chiamate a dare senso e vero appagamento all’esperienza erotica. In questo – egli osserva – è molto importante il ruolo della religione.

Il Förster, infatti, mette in luce con calda eloquenza il legame profondo che esiste tra la religione e la vita amorosa, e come la prima sia necessaria per svelare all’anima il vero senso dei moti che sono a fondamento dello stesso erotismo. Ciò dimostra che la religione non deve essere considerata come una sorta di precettistica astratta, ma, al contrario, come la vera vita dell’anima, che la illumina in tutti i suoi slanci più profondi.

Per chi non è iscritto alla scuola, riporto qui un testo del Förster che invito a meditare con attenzione:

«Mentre (…) l’etica e la filosofìa possono tutt’al più proibire e sconsigliare, la religione ha il potere di distrarre e di distogliere, e questa è, non sarà mai abbastanza ripetuto, la più importante azione che la pedagogia possa avere in tal campo. La religione soltanto sa dischiudere una vita superiore appunto a quelle energie dell’anima, che più facilmente son cattivate dagli allettamenti e dagli stimoli della vita erotica: alla fantasia, allo spirito di dedizione, alla nostalgia che trascina l’uomo al di sopra di sé stesso e della prosa della vita; e questo col trasportare l’anima in un mondo dell’ideale, dov’è realtà quanto quaggiù rimane allo stato di sogno o d’oscura emozione, e dove l’anima scorge i suoi più intimi sentimenti nella più grande chiarezza e perfezione di forma. Rapita da tanta pienezza di vita, l’anima acquista forza per liberarsi da tutto ciò ch’è di questo mondo, senza tuttavia dal mondo fuggire; ché anzi, essa è allora in grado d’infondere più copiose forze anche nell’amore terreno, ma è indipendente da queste cose accessorie, e libera da ogni stupida coercizione. Ora, una tale diversione, una tale libertà la sola morale non potrà mai dare: solo l’amore celeste può imporsi all’amore terreno; non colla semplice rinuncia, ma col più perfetto adempimento si può riportar vittoria sugli allettamenti del mondo dei sensi, e sfuggire ai disinganni ch’esso prepara».

A complemento di questo testo, possiamo aggiungere che durante l’infanzia e la preadolescenza un bambino, non guasto dalla precoce corruzione che purtroppo spesso insidia anche i piccoli nella società di oggi, mentre non sente ancora in sé fortemente lo stimolo degli impulsi sessuali, è, al contrario, sensibilissimo all’incanto della natura, della poesia, della musica, della religione. Questo si spiega, a mio giudizio, con il fatto che egli è ancora in stretto contatto con le misteriose forze umane e divine che gli hanno dato la vita e perciò tutto per lui ha ancora il gusto – per così dire – del paradiso terrestre.

Solo la conservazione perfetta dell’innocenza, divinamente rafforzata dal battesimo – se il bambino è nato in una famiglia cristiana – potrebbe conservare, e anche sviluppare, questa disposizione d’animo. Sappiamo, però, per esperienza che ciò avviene molto raramente – e parleremo di questo problema in un’istruzione successiva – e che purtroppo la maggior parte di noi non sa conservare intatta l’innocenza infantile e la veste battesimale, salvo a riacquistarla poi con dolore e fatica.

In ogni caso, è di vitale importanza che nei primi anni di vita la disposizione alle profonde intuizioni poetiche propria del bambino non sia trascurata, ma, al contrario, sia valorizzata al massimo, per risvegliare e rafforzare in lui l’intuizione e l’apprezzamento degli aspetti superiori della vita amorosa, quelli che, appunto, sono legati alla sua origine celeste.

Giustamente, perciò, il Förster, citando il grande pedagogista svizzero Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827), osserva come «sia della massima importanza il presentare e il dipingere ai bambini ed alle bambine, già fin dalla più tenera età, l’ideale di un matrimonio veramente regolare, con la cooperazione che in esso si esplica sulla base della perpetuità, con la sua virtù educatrice e coi suoi benefici effetti lontani; con ciò si ottiene (…) che le energie e le immagini sessuali si associano fin dal primo loro destarsi e quanto più presto è possibile al quadro, già impresso nella fantasia, di un durevole assetto della vita; il che esercita un’azione preservatrice, purificatrice e santificatrice su tutte le emozioni che si vanno destando, e le dirige verso il lato spirituale e morale della convivenza fra i due sessi».

            Vedremo, nelle prossime conversazioni, con quali mezzi ciò si possa ottenere più efficacemente.

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