Preghiere /2

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Beata Vergine del SS. Rosario di Pompei

La festa odierna ci ricorda il giorno in cui i Cristiani riportarono la vittoria contro i Turchi a Lepanto nel 1571. S. Pio V la istituì sotto il titolo di S. Maria della Vittoria e due anni dopo Gregorio XIII la confermava, mutandone il nome in quello di festa del S. Rosario.
A ragione questa vittoria venne attribuita alla SS. Vergine poiché, mentre a Lepanto si combatteva, in tutta la cristianità si recitava il Rosario. Erano milioni di fedeli con a capo il Papa che pregavano affinchè la scimitarra degli infedeli non giungesse a far strage nelle nostre contrade, com’era preciso disegno dei Turchi. L’armata cristiana; inferiore di numero, assalì con grande fede ed ardore il nemico, e gl’inflisse una tale sconfitta che abbattè per sempre la potenza turca sul mare.
Non ci dilunghiamo sui particolari di quell’avvenimento; vogliamo invece considerarne meglio l’arma vincitrice, ossia il Rosario.

Le sue origini sono molto antiche ma merito di aver dato il maggior impulso alla devozione del Rosario è di S. Domenico. Si dice che mentre il Santo predicava contro gli Albigesi, gli apparve la Vergine SS. e consegnandogli una corona gli disse che con quell’arma avrebbe vinto l’errore. Il grande predicatore diffuse la pratica del Rosario tra i fedeli e le sue prediche ottennero quel magnifico risultato che la storia registra. La SS. Vergine confermò più volte con prodigi la eccellenza del Rosario, specialmente apparendo a Lourdes ed a Fàtima con la corona in mano.
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Il Rosario è senza dubbio la devozione più facile e più cara : è un intreccio delle preghiere che ogni bambino impara sulle ginocchia della mamma: il Pater insegnatoci parola per parola da Gesù; l’Ave Maria composta dalle parole con le quali l’arcangelo Gabriele e S. Elisabetta salutarono Maria SS.; il Gloria, inno di lode e ringraziamento alla SS. Trinità.
Queste soavi preghiere vengono intrecciate con la meditazione dei tratti più notevoli della vita di Gesù e di Maria. Anzi i misteri sono l’anima del Rosario. Infatti lo scopo di questa santa devozione è appunto quello di ricordarci quei divini misteri che ogni cristiano deve sempre avere dinanzi agli occhi, perchè lo incitino alla riconoscenza dei benefici divini e perchè possa vedere se la sua vita è conforme ai modelli contemplati.
Per ottenere questi frutti dobbiamo recitare il Rosario adagio, con devozione; e mentre il labbro ripete l’Ave Maria, il pensiero deve meditare i misteri assegnati per ogni decina e trarre da essi i principali insegnamenti pratici.

Abbiamo letto queste poche righe dal sito santodelgiorno.it, aggiungiamo che nel secolo scorso grande sviluppo della devozione proprio alla Regina del Rosario si è avuta dal grande apostolo del Rosario, il Beato Bartolo Longo: la Supplica da lui composta è oggi ancor di più di grande attualità, per i mali che affliggono la società, la nostra Italia, l’Europa e il Mondo intero.


7 Ottobre duemilasedici – Parte l’iniziativa spirituale “La Colonna Portante

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Oggi, 7 Ottobre duemilasedici, in occasione di questa grande ricorrenza, vogliamo affidare alla Regina del Rosario e delle Vittorie, un’iniziativa spirituale che parte proprio oggi: La Colonna Portante“.
Per sapere di cosa si tratta si può visitare la sezione del sito (qui) o cliccare sull’immagine locandina sopra.

Con l’auspicio che numerose saranno le adesioni a questa iniziativa, per invocare ancora una volta la Regina del Rosario e delle Vittorie, per un battaglia, che Suor Lucia di Fatima non ha esitato a definire la Battaglia Decisiva tra Dio e Satana: la battaglia contro la “Colonna Portante della Creazione”, la Verità del rapporto tra l’Uomo e la Donna e le generazioni, attraverso l’attacco contro la famiglia e il matrimonio e l’attentanto alla Creazione (con manipolazione della Vita).

Confidando nella rinnovata potenza che Dio Padre ha voluto concedere all’Arma del Rosario, prendiamo numerosi la Corona tra le mani, e combattiamo insieme la Santa Battaglia.

Aderisci anche tu al Rosario Perpetuo per la Vita, “La Colonna Portante”




Preghiere /1

LE TRE AVE MARIA

 

Una chiave del Paradiso

 

Dice Gesù (Mt 16,26): “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l’ani­ma sua?”. L’affare perciò più importante di questa vita è la salvezza eterna. Volete salvar­vi? Siate devoti della Vergine Santissima, Me­diatrice di tutte le grazie, recitando ogni giorno Tre Ave Maria.

Santa Matilde di Hackeborn, monaca be­nedettina morta nel 1298, pensando con timore al momento della sua morte, pregava la Ma­donna di assisterla in quel momento estremo. Consolantissima fu la risposta della Madre di Dio: “Sì, farò quello che tu mi domandi, figlia mia, però ti chiedo di recitare ogni giorno Tre Ave Maria: la prima per ringraziare l’Eterno Padre per avermi resa onnipotente in Cielo e in terra; la seconda per onorare il Figlio di Dio per avermi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e di tutti gli Angeli; la terza per onorare lo Spirito Santo per avermi fatta, dopo Dio, la più miseri­cordiosa”.

La speciale promessa della Madonna vale per tutti, eccetto per coloro che le recitano con ma­lizia, con l’intenzione di proseguire più tran­quillamente a peccare. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sia grande sproporzione nell’ot­tenere la salvezza eterna con la semplice recita giornaliera di Tre Ave Maria. Ebbene, al Con­gresso Mariano di Einsiedeln in Svizzera, P. Giambattista de Blois rispondeva così: “Se que­sto mezzo vi sembrerà sproporzionato, .dovete prendervela con Dio stesso che ha concesso al­la Vergine tale potere. Dio è padrone assoluto dei suoi doni. E la Vergine SS. ma, nella potenza d’intercessione risponde con generosità pro­porzionata al suo immenso amore di Madre”.

L’elemento specifico di questa devozione è l’intenzione di onorare la SS. Trinità per aver reso la Vergine partecipe della sua potenza, sa­pienza e amore.

Questa intenzione, però, non esclude altre buone e sante intenzioni. La prova dei fatti con­vince che questa devozione è di grande effica­cia per ottenere grazie temporali e spirituali. Un missionario, fra’ Fedele, scriveva: “I felici risultati della pratica delle Tre Ave Maria sono così evidenti e innumerevoli che non è possibile registrarli tutti: guarigioni, conversioni, lume nella scelta del proprio stato, vocazioni, fedeltà alla vocazione, vittoria sulle passioni, rasse­gnazione nella sofferenza, difficoltà insormon­tabili superate…”.

Alla fine del secolo scorso e nei primi due decenni dell’attuale, la devozione delle Tre Ave Maria si diffuse rapidamente in vari paesi del mondo per lo zelo di un cappuccino francese, P. Giovanni Battista di Blois, coadiuvato dai mis­sionari.

Essa diventò una pratica universale quando Leone XIII concesse indulgenze e prescrisse che il Celebrante recitasse con il popolo le Tre Ave Maria dopo la S. Messa. Questa prescrizio­ne durò fino al Concilio Vaticano II.

Durante la persecuzione religiosa nel Messi­co Pio X in una udienza a un gruppo di Messi­cani disse: “La devozione delle Tre Ave Maria salverà il Messico”.

Papa Giovanni XXIII e Paolo VI impartirono una benedizione speciale a quanti la propagano. Diedero impulso alla diffusione numerosi Cardinali e Vescovi.

Molti Santi ne furono propagatori. Sant’ Alfonso Maria de’ Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d’inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l’adottassero:

Preti e religiosi, peccatori e anime buone, bam­bini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati reden­toristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne eredi­tarono lo zelo.

Giovanni Bosco la raccomandava viva­mente ai suoi giovani. Anche il beato Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Gio­vanni B. de Rossi, che .ogni giorno dedicava fi­no a dieci, dodici ore al ministero delle confes­sioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave Maria la conversione di peccatori ostinati.

Chi recita ogni giorno l’Angelus e il S. Rosa­rio non ritenga un sovrappiù questa devozione. Consideri che con l’Angelus onoriamo il miste­ro dell’Incarnazione; con il S. Rosario meditia­mo i misteri della vita del Salvatore e di Maria; con la recita delle Tre Ave Maria onoriamo la SS. Trinità per i tre privilegi concessi alla Ver­gine: potenza, sapienza e amore.

Chi ama la Mamma Celeste non esiti ad aiu­tarla a salvare le anime per mezzo di questa pratica facile e breve, ma tanto efficace.

Possono diffonderla tutti: sacerdoti e religio­si, predicatori, madri di famiglia, educatori ecc..

Non è un mezzo di salvezza presuntuoso o superstizioso, ma l’autorità della Chiesa e dei santi insegna che la salvezza è nella costanza del proposito (cosa non tanto facile come può sembrare, questo ossequio alla Vergine SS. recitato ogni giorno, a qualunque costo, ottiene misericordia e salvezza.

Anche tu si fedele ogni giorno, diffondi la recita a chi desideri maggiormente che si salvi, ricorda che la perseveranza nel bene ed una buona morte sono grazie che si chiedono, in ginocchio, ogni giorno come tutte le grazie che ti stanno a cuore.

(dal sito preghiereagesúemaria.it, tratto da “Una chiave del Paradiso” di G. Pa­squali)