Lo Spirito di Pretesa

 

Secondo l’esperienza monastica la prima lotta da intraprendere deve avvenire a livello del PENSIERO.

 

Dice Origene: “Fonte e principio di ogni peccato sono i pensieri malvagi” (Commento a Matteo 21:GCS 40,58).

Nella lotta spirituale, i nostri pensieri o sono suscitati dallo Spirito Santo o sono suggeriti dallo Spirito maligno.

Il primo Spirito maligno da combattere è lo Spirito di Pretesa, quello Spirito che entra nell’anima attraverso le ferite da essa subite.

Per guarire dalle ferite spirituali occorre dunque vigilare alle porte dell’anima e decisamente rifiutare lo Spirito di Pretesa non appena aggredisce la mente.

Lo Spirito di Pretesa entra in gioco non appena le nostre ferite vengono nuovamente sollecitate da parole, atteggiamenti, fatti, situazioni.

Esso è straordinariamente subdolo, perché rivendica normalmente necessità e diritti reali dell’anima, ma in realtà opera solo per scardinarla al fine di far entrare tutti gli altri Spiriti Maligni con i quali opera in sinergia, lo Spirito di Pretesa, infatti, non agisce mai da solo.

Ben organizzati con lo Spirito di Pretesa operano gli Spiriti di: ORGOGLIO, AMOR PROPRIO, PERMALOSITA’, AUTOGESTIONE, PROPRIETA’, SUPERBIA, SPIETATEZZA, IRA, SDEGNO, RANCORE, ARROGANZA, RIBELLIONE, VENDETTA, CATTIVERIA, INVIDIA, GELOSIA, VANAGLORIA, SCONFORTO, TRISTEZZA, PESSIMISMO, RIPIEGAMENTO SU SE STESSI.

Il Combattimento Spirituale consiste nel reagire allo Spirito di Pretesa rifiutando esso stesso e tutti gli altri Spiriti Maligni a cui vuole aprire varchi, per scegliere di reagire con la virtù contraria a questi Spiriti Maligni, cioè con ciò che ispira lo Spirito Santo: UMILTA’, PAZIENZA, MITEZZA, MANSUETUDINE, PERDONO, COMPASSIONE, MISERICORDIA, DOCILITA’, SOTTOMISSIONE SPERANZA, CARITA’.