europe

Il cammino dell’Europa ebbe inizio con l’evangelizzazione delle popolazioni europee da parte della Chiesa. Crollato il mondo romano, nel dilagare della violenza barbarica, la Chiesa fu la grande forza storica che fece incontrare, chiamandole a nuova vita, realtà umane profondamente diverse.

Dalle città romane la fede lentamente si era diffusa nelle campagne: chiese, cappelle, luoghi di culto erano disseminati un po’ dovunque; da questi si sviluppava intorno un’intensa attività di assistenza e di istruzione nei confronti delle popolazioni. La maggiore difficoltà in questa opera di evangelizzazione consisteva nell’attaccamento ai culti pagani preesistenti, che talvolta si mescolavano con quelli cristiani. Tuttavia quei luoghi di culto e di preghiera erano un segno concreto della presenza della Chiesa e richiamavano alla verità della fede.

La creazione di centri di vita cristiana fu anche il metodo della evangelizzazione dei popoli barbarici. Fu il grande pontefice san Gregorio Magno il primo ad operare per la loro conversione, inviando dei monaci benedettini tra quelle popolazioni. Celebre è l’invio in Inghilterra di un gruppo di monaci: il loro capo, Agostino, fu il primo arcivescovo di Canterbury.

Successivamente l’arrivo dei monaci irlandesi ed inglesi sul continente segnò l’inizio della seconda fase: innumerevole fu la schiera di monaci che si sparse tra le tribù germaniche ancora pagane. Tra essi ricordiamo Colombano, Gallo, Willibord e, soprattutto, Bonifacio. Una fitta rete di monasteri ed abbazie si estese così in tutta l’Europa: Luxeuil, Bobbio, S. Gallo, Fulda, Reichenau, Corbie e migliaia di altre costruzioni grandi e piccole. Questi monasteri divennero un punto di riferimento essenziale per tutte le popolazioni vicine, centri di evangelizzazione e di civilizzazione.

Sotto la guida dei monaci, queste popolazioni impararono a prosciugare le paludi, a disboscare le selve, a coltivare la terra, a tracciare nuove strade, a leggere ed a scrivere. Nei monasteri fiorirono le scuole della nuova Europa, nata dalla fusione tra romanesimo e germanesimo, mediate dal cristianesimo.

Dopo il fallimento del tentativo di Carlo Magno di dare unità politica alla cristianità medioevale, la Chiesa ritrovò una nuova energia missionaria e fu la volta dei popoli scandinavi, slavi e degli ungari.

Un’altra schiera di santi (Cirillo, Metodio, Adalberto, re Stefano d’Ungheria ed altri) compì questa impresa.

Così, nel secolo XI, l’Europa consisteva in una comunità di popoli uniti dalla stessa fede e dalla stessa cultura: essenziale in quest’opera di edificazione era stato l’apporto dei monaci benedettini.

Fonte dal sito ora-et-labora.net